Datacenter in Italia: certificazioni e standard internazionali

Parlare di datacenter in Italia significa affrontare un tema tanto ampio quanto interessante. La prima domanda, solo apparentemente banale, riguarda il loro numero: quanti ce ne sono nella nostra penisola? In realtà, non è possibile giungere ad una risposta definitiva e non tanto per il fatto che tale numero cambierebbe di continuo ma – al di là di statistiche esatte fornite dagli enti certificatori – è lo stesso concetto di datacenter a sfuggire da definizioni stringenti: facendovi rientrare tutte le Sale CED private si andrebbe nell’ordine delle decine di migliaia, limitando ovviamente il discorso alla nostra penisola.

Il numero è chiaramente destinato ridursi se si considera invece il solo fenomeno dell’housing (o colocation), che consiste nella concessione di uno spazio fisico all’interno dei rack della server farm per l’installazione delle macchine del cliente. Volendo quindi limitare il discorso ai Colocation Data Center, si può citare come fonte datacentermap: anche in questo caso, i dati non hanno valore definitivo poiché la registrazione al database è effettuata su richiesta del service provider, che il sito si riserva comunque di approvare o meno, mantenendo quindi una certa autorevolezza. In questo momento, secondo la fonte ci sarebbero in Italia 74 Colocation Data Center, la maggior parte dei quali nella provincia di Milano (23). Interessante, inoltre, il confronto con altri Stati europei: in Francia ce ne sarebbero 154, in Spagna 63 e in Germania 209.

 

La centralità del datacenter per il business aziendale

È quasi superfluo sottolineare la centralità del datacenter (in Italia o altrove) ai fini del business di qualsiasi azienda, poiché esso non conserva solo dei dati – cosa che di per sé sarebbe sufficiente per attribuirgli massima centralità – ma anche tutte quelle soluzioni che consentono di governare processi e servizi. Da esso dipende la continuità del business, la cui interruzione si tramuta immediatamente in danni che vanno poi quantificati e che finiscono per colpire duramente sia i conti dell’azienda che la reputazione del brand. Moltissimi processi e servizi core non possono tollerare neppure una moderata latenza, per non parlare di un downtime: è quindi fondamentale che il datacenter sia in grado di garantire un livello di servizio adeguato alle attività da erogare.
Ci si potrebbe domandare, a questo punto, perché sia vantaggioso appoggiarsi ad un datacenter in Italia: innanzitutto per una questione di prossimità, per costruire un rapporto più diretto e personalizzato con il provider, oltre a poter ottenere massime garanzie sulla localizzazione dei dati, aspetto fondamentale in termini di Data Protection e di conformità con il GDPR, il quale impone che i dati dei cittadini UE vengano conservati in strutture presenti all’interno dell’Unione Europea.

 

Infrastruttura solida e certificazioni internazionali

Parlando di datacenter bisogna parlare anche di certificazioni. Un concetto importante è quello della resilienza, ovvero della capacità dell’infrastruttura di garantire continuità operativa di fronte a uno o più shock capaci di generare discontinuità: ad esempio l’interruzione della fornitura di energia, un surriscaldamento eccessivo delle macchine, un fault di un server, eccetera. La capacità di garantire il servizio in queste circostanze – che purtroppo possono capitare – è alla base della ridondanza nei sistemi di alimentazione, di connettività, degli UPS, dei generatori di backup, ecc. che possono confluire in livelli di classificazione progressivi secondo due metodologie simili ma di fatto concorrenti: Uptime Institute e ANSI TIA 942, certificando i datacenter con un Tier (o Rating, nel caso di TIA 942) su 4 livelli, a ognuno dei quali corrisponde un livello crescente di resilienza.

 

Certificazione ISO 27001 del datacenter

Pur importanti, queste non sono le uniche certificazioni che riguardano i datacenter. Per esempio, si possono citare la norma ISO 27017, riguardante i controlli avanzati per i fornitori di servizi cloud, oppure la ISO 50001, relativa alla gestione energetica e all’efficienza del datacenter. Ha invece un ruolo decisamente privilegiato in questo ambito, la certificazione ISO/IEC 27001:2017 (meglio nota come ISO 27001) che assicura il rispetto di elevati standard nella gestione dei dati al fine di garantire la disponibilità, la riservatezza e l’integrità delle informazioni. Si tratta di una certificazione estremamente importante, vitale per la protezione dati dei clienti che si avvalgono di servizi erogati tramite il datacenter: essa infatti testimonia che il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni (SGSI), adottato dall’azienda, è in linea con i migliori standard internazionali. In questo modo, la certificazione posiziona il datacenter ad un livello decisamente più elevato rispetto alle strutture che possono garantire unicamente un set minimo di protezione.

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